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Non giudicare un libro dalla copertina: storie di consigli e giudizi non richiesti

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“Io non avrei fatto in quel modo”. “No, ma secondo me stai sbagliando” “Fai così e di sicuro avrai successo” “Eh ma se facessi colà, allora sì guadagneresti un sacco”… Oggi ti voglio parlare di due atteggiamenti che mi piacciono poco e che, soprattutto, credo siano altamente tossici nel lavoro (e nella vita): giudicare in maniera superficiale senza conoscere quello che c’è dietro e dare soluzioni e consigli assoluti che dovrebbero essere sempre validi per tutti e in tutte le situazioni. Se almeno una volta ti è capitato di dover contare fino a 10 per non mandare a quel paese l’amico/parente/conoscente che in poche frasi ti ha spiegato come nel tuo lavoro tu stia sbagliando tutto e come con i suoi consigli potresti svoltare facilmente la tua situazione, beh prenditi 5 minuti per leggere questo post e se ti va, raccontami la tua esperienza.

Di buoni consigli, o forse no

Parto da un’introduzione e un presupposto:

  • questo post nasce dopo aver letto l’ennesima discussione su un gruppo Facebook (purtroppo di colleghi, forse un po’ troppo superficiali o impulsivi nell’esprimere le proprie opinioni) che giudicava un singolo post senza conoscere nulla della strategia che ci sta dietro, del progetto e dell’azienda. Non è un mio lavoro e può essere che davvero si potesse fare diversamente, ma prima di parlare bisognerebbe essere certi di farlo con cognizione di causa.
  • Mi piace ricevere consigli. Li cerco, li apprezzo e li ascolto, ma nelle giuste dosi e nel giusto modo.

Ci sono argomenti su cui è più semplice dare un consiglio -il nuovo balsamo per i capelli, un ristorante da provare, la serie di Netflix da non perdere…- altri dove invece prima di parlare bisognerebbe conoscere davvero bene il contesto e la materia – quale strategia usare per il tuo business, come fare il tuo sito web, perché realizzare un prodotto invece che un altro…-

Tante volte invece capita che le persone -pur armate delle migliori intenzioni eh- ci regalino le loro perle di saggezza su argomenti dove forse il silenzio sarebbe una scelta più saggia.
E, se siamo insicuri di natura o magari in un periodo in cui siamo più sensibili, può capitare che questi “buoni consigli” ci mandino in confusione o generino in noi mille dubbi o malessere.

A chi affidarsi nel lavoro

Senza entrare nella sfera privata, anche se pure lì ci sarebbero moltissimi esempi da fare – consigli/giudizi non richiesti su come gestire la propria vita, come crescere i figli, come comportarci…-voglio condividere con te le ragioni per cui è importante imparare a:

  • selezionare le persone a cui affidarci per prendere le nostre decisioni di business
  • costruirci una corazza per proteggerci dai consigli e dai giudizi non richiesti

Nell’ambito della nostra attività, piccola o grande che sia, dovremmo parlare di scelte strategiche e decisioni motivate, più che di consigli e giudizi, e appoggiarci a professionisti dei diversi settori più che ad amici o parenti.

Come realizzare il nostro sito web, quali post scrivere e come scriverli sui social, quale nuova linea di prodotti lanciare, quali servizi offrire, quale nome dare alla nostra attività… sono tutte decisioni che dovrebbero presupporre conoscenza dell’argomento, preparazione, studio e ragionamento.

Com’è possibile quindi che una persona, che magari nella vita fa tutt’altro, dopo aver parlato con noi della nostra idea in 5 minuti abbia tutte le risposte in tasca per farci svoltare?
Com’è possibile che, senza conoscere tutto quello che viene prima e che sta dietro a ciò che si percepisce della nostra comunicazione, senza aver visto i dati reali, possa esserci qualcuno che abbia la certezza che quel post che abbiamo scritto non vada bene?
E ancora, com’è possibile che il guru di turno, senza sapere nulla di noi, abbia già pronta la soluzione infallibile per farci guadagnare milioni di euro in poche settimane?

Con questo non voglio dire che l’intuito non sia importante o che uno spunto valido non possa venire dopo una chiacchierata fatta anche con uno sconosciuto, ma è un concetto molto diverso dal parlare per sentito dire o giudicare sulla base delle semplici opinioni.

L’importanza del pensiero strategico

Se hai già letto altro qui nel mio blog, sai che uno degli argomenti a cui tengo particolarmente è avere una strategia, sapere dove vogliamo andare con la nostra attività e come vogliamo arrivarci.
Quando pubblichi un post sui social, scrivi l’articolo di un blog, promuovi un prodotto anziché un altro, decidi di fare o non fare uno sconto, dovresti farlo sempre sulla base di un pensiero strategico. Cosa intendo?
Sapere bene chi sei, cosa vuoi e cosa non vuoi. Sapere quali sono i risultati che vuoi raggiungere e aver deciso una strada per raggiungerli. Magari a un certo punto dovrai prendere una deviazione su quella strada, allungare o accorciare il percorso, ma saprai perché l’avrai fatto.
Se avrai chiari questi punti, sarà più facile non farti portare fuori strada o destabilizzare da giudizi superficiali. Allo stesso modo sarà più semplice anche cogliere le intuizioni e i buoni suggerimenti, inquadrandoli nel percorso che hai deciso.
Certo, questo non toglierà i 30 secondi di sangue che ribolle nel leggere giudizi e commenti sulla qualità di un singolo post Facebook senza conoscere il contesto, ma potrai sempre scriverci un articolo di blog 😉


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