Il pollice verde nella comunicazione

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pollice verde nella comunicazione
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Ho scoperto che prendermi cura dei miei angolini verdi in casa ha un potere terapeutico, mi rilassa e mi dà soddisfazione. Oggi  mentre toglievo le parti secche, innaffiavo e lucidavo le foglie ho pensato a quante analogie ci sono tra il prendersi cura del verde e il prendersi cura della propria comunicazione, errori compresi!

Questa mattina mentre osservavo le nuove gemme delle ortensie in terrazza -gongolando ;)- ho pensato nell’ordine: -evviva, il mio pollice sta pian piano diventando verde!
– Sì, ok c’è voluto un po’ però e qualche povera piantina non se l’è vista proprio molto bene.
– Vero, ma tutti all’inizio facciamo degli errori per l’inesperienza.
Mentre questo dialogo tra me e me proseguiva (e qui c’è un po’ di disaccordo tra chi dice che sia sintomo di follia e chi sostiene che sia un atteggiamento positivo) mi è tornato in mente un articolo che ho letto questo fine settimana nel blog di Bottega Botanica che parla dei 5 errori che quasi tutti facciamo con le piante.

5 errori da evitare nella nostra comunicazione

Ovviamente mi sono ritrovata in tutti cinque i punti, e questa mattina l’illuminazione: questi errori, o meglio gli atteggiamenti che sono alla base di questi errori, vanno evitati anche quando ci prendiamo cura di un progetto di comunicazioneValeria nel suo articolo ci dice che gli sbagli che quasi tutti facciamo con le piante sono:

1 – Agire senza pensare

Il primo punto della lista di Valeria è comprare le piante d’impulso e alla base di questo errore c’è agire senza pensare.
È quello che succede per esempio quando apriamo un canale sui social perché ci facciamo trascinare dall’entusiasmo del momento, dalle mode, da quello che fanno i nostri concorrenti.
È quello che succede quando non partiamo da obiettivi chiari e da una valutazione oggettiva delle nostre risorse.
È quello che succede quando ci mettiamo a fare prima di aver ragionato.
Poi mancano il tempo, il budget, le cose da dire e scopriamo, tardi, di aver indirizzato le nostre energie nel luogo sbagliato e di non aver ottenuto risultati.

2 – Dimenticare con chi parliamo

Il secondo errore è dimenticare che sono esseri viventi. Qui il paragone è un po’ meno immediato. Social, sito, newsletter sono mezzi di comunicazione e non certo essere viventi, ma sono usati da esseri viventi, da persone diverse una dall’altra, con interessi, età e abitudini diverse. Se non ci chiediamo a chi stiamo parlando o se pretendiamo di parlare a un ‘tutti’ indifferenziato come facciamo a creare il contenuto e il messaggio giusto?

3 – Scrivere testi non puliti e pesanti

Terzo errore: scordarsi di pulire le foglie. Questo errore più che alla comunicazione in generale mi fa pensare nello specifico alla scrittura. Testi puliti, leggeri, senza impalcature e appesantimenti inutili sono più piacevoli e facili da leggere. Ne parlavo giusto nell’ultimo post sull’importanza dello scrivere semplice . 

4 – Dimenticare i dati

Il quarto sbaglio, bagnare le piante senza toccare il terreno, equivale, secondo me, a non controllare se stiamo lavorando nella direzione giusta. La parte di analisi e verifica viene spesso dimenticata. Il controllo dei dati è invece un’attività da fare con costanza e regolarità perché ci permette di capire se stiamo investendo bene il nostro tempo, il nostro denaro e le nostre energie.

5 – Mancanza di costanza

Ultimo errore nella cura delle piante: non dare nutrimento. Per blog, social e newsletter il nutrimento deve essere costante. Più o meno frequente in base alle diverse situazioni, ma continuo nel tempo.
Io sono per la qualità più che per la quantità, quindi non dico di dover sempre pubblicare un post al giorno, ma nemmeno lasciar passare troppo tempo e dimenticarci per mesi dei nostri canali di comunicazione. Qui spesso ci possiamo ricollegare al primo errore: sull’onda dell’entusiasmo iniziale sopravvalutiamo le nostre risorse e le cose che abbiamo da dire, agiamo senza un piano preciso, e nel momento in cui il carico di lavoro aumenta o abbiamo qualche imprevisto, nelle nostre pagine e blog rimane… il deserto!

Cura, studio e pazienza

Nel mio percorso da pollice nero a pollice verde ho capito che devo partire da poche piante, che devo imparare a conoscerle e devo essere costante e paziente. Meglio un angolino verde più piccino ma ben curato che una selva morente. Poche piantine, magari scelte all’inizio tra le più facili, da seguire con cura e amore ogni giorno per avere la soddisfazione di vederle crescere.
Pensa ora alla tua comunicazione, puoi applicare gli stessi principi: pochi canali selezionati, da conoscere bene e gestire con cura e costanza. Piccoli passi ragionati sulle tue risorse, energie e obiettivi e avrai la soddisfazione di veder arrivare i risultati!
Prima di salutarti, se ti piace il verde, ti consiglio di seguire Bottega Botanica. Mi ha catturata con il suo “il pollice nero non esiste” e conquistata con le sue belle foto su Instagram e con i post del blog!

Per le piante non posso aiutarti, ma se vuoi sviluppare il pollice verde nella tua comunicazione dai un occhio ai miei servizi 😉


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