Perché scrivere semplice

Scrivi un commento
contenuti e copywriting
Se ti piace, condividi!

Ti è mai capitato di leggere il testo di un’email, di un avviso, di una comunicazione ufficiale o di un’istruzione e renderti conto di non aver capito molto o di aver fatto una gran fatica ad arrivare in fondo? Di trovarti davanti a un garbuglio di parole? Dopo un incontro ravvicinato con uno di questi criptici testi, ho deciso di condividere alcune riflessioni sull’importanza di una scrittura semplice e chiara.

L’altro giorno sono stata in ospedale a ritirare delle analisi. Mentre aspettavo, per passare il tempo, ho iniziato a leggere alcuni degli avvisi e delle comunicazioni appese sulla bacheca. Dopo aver messo in dubbio la mia capacità di lettura e comprensione dei testi mi sono chiesta perché? Perché scrivere in modo così criptico e complicato? Lo scopo non dovrebbe essere, ancor di più in un campo delicato come la salute, farsi capire e dare informazioni chiare e immediate?
Questo episodio è solo un esempio di un’esperienza che tutti almeno una volta abbiamo fatto con lettere, email, istruzioni, siti web, newsletter, post nei social. Testi pesanti, che ci richiedono tanta energia, che spesso sono freddi e ci fanno immaginare che dall’altra parte ci sia una persona noiosa e rigida.

Cosa vuol dire scrivere semplice?

Partiamo da un presupposto: con semplice non intendo banale. Semplificare non vuol dire eliminare la complessità (semmai la complicazione) o appiattire le sfumature.

Significa invece eliminare tutte quelle strutture che appesantiscono i testi senza aggiungere significato. Significa cercare la parola giusta ed evitare i giri di parole. Significa pensare perché e per chi stiamo scrivendo. Vogliamo farci capire e accorciare le distanze o vogliamo creare un muro? Vogliamo far passare un messaggio o far felice il nostro ego mostrando come sappiamo usare bene i paroloni?

Scrivere semplice vuol dire, per me, avere cura del lettore e averlo sempre ben presente mentre scrivo. Vuol dire scrivere e riscrivere, leggere e rileggere fino a che le parole non risuonano nel modo giusto.

Come si scrive semplice?

Scrivere semplice non è semplice. Perdona il gioco di parole, ma è proprio così. Quando leggiamo un buon testo, che scorre veloce, abbiamo l’impressione che sia stato scritto senza sforzo. Così come senza fatica noi lo leggiamo.

In realtà, come scrive Luisa Carrada la leggerezza, l’essenzialità nei testi

è difficilissima da cogliere e ottenere nel nostro lavoro di tutti i giorni, tra brochure, comunicati stampa e pagine web. Qualche volta abbiamo la fortuna di avvicinarci a questa impalpabile qualità, e allora riusciamo soprattutto a “sentirla”.

Difficile, ma non impossibile. Qualche piccolo consiglio per cominciare, sempre prendendo spunto dai consigli di Luisa Carrada:

  • Usa parole brevi, semplici e quotidiane
  • Semplifica le preposizioni (per esempio: attraverso, con l’ausilio di, insieme a, possono tutte essere sostituite da un più semplice con)
  • Usa i verbi ed evita le nominalizzazioni
  • Preferisci la forma attiva
  • Usa una sintassi semplice e piana (soggetto, verbo e complemento oggetto vicini)
  • Evita le parole troppo abusate e che ormai hanno perso significato sostituendole con altre che informino davvero (qualche esempio? Leader, innovativo, giovane e dinamica)
  • Usa con moderazione gli avverbi

Tieni a mente questi consigli quando scrivi un post per i tuoi social o per il tuo blog, ma anche quando scrivi un’email o qualsiasi altro testo. Il tuo lettore ringrazierà!
Prima di salutarti, il titolo del libro di Luisa Carrada da cui ho tratto questi consigli che ti assicuro sono solo una minima parte di tanti preziosi suggerimenti: Luisa Carrada, Il mestiere di scrivere. Le parole al lavoro, tra carta e web, Apogeo. 

I testi del tuo sito sono pesanti e difficili da leggere? Posso rivederli e riscriverli, cominciamo?

Se ti piace, condividi!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *