contenuti e copywriting
Leave a comment

Liberi di scegliere il silenzio

liberi di scegliere il silenzio
Se ti piace, condividi!

Stiamo attraversando un momento difficile e complesso. L’emergenza coronavirus sta cambiando sia le nostre vite private, andando a toccare le nostre abitudini più radicate, che il nostro lavoro. Dopo aver tanto ragionato sulla mia comunicazione – scrivo o non scrivo? Pubblico dei contenuti o ce ne sono già troppi? Cosa dovrei dire? Come rivedo il mio calendario editoriale? – ho pensato di raccogliere in questo post le mie riflessioni che spero possano esserti utili se hai una micro o una piccole attività e ti stai domandando come gestire la tua presenza online in questo periodo.

Il valore della condivisione

Prima di arrivare a parlarti di piano editoriale e se pubblicare o meno contenuti, permettimi una premessa. Come dicevo, ho pensato molto prima di scrivere questo post. Mi sono chiesta se fosse davvero necessario aggiungere altre parole alle tante che si stanno dicendo e scrivendo in questi giorni. Avrò davvero qualcosa di utile e interessante da dire? Avrò davvero qualcosa di diverso, in più, da passare alle persone che non sia stato già detto, consigliato, scritto?

Forse no. Ma voglio farlo lo stesso. Non per riempire uno spazio a caso, non per riempire le ore, ma perché credo fortemente nella condivisione. Il primo blog che ho creato, Incontralarte (chiuso ormai da qualche anno e poi trasformato in altro) è nato per condividere quello che avevo studiato e scoperto per la mia tesi sulla didattica dell’arte. Ora è un argomento che si conosce e di cui si parla molto di più, ma all’epoca online non si trovavano molte informazioni. Avevo scoperto professionisti e associazioni, albi illustrati, app, siti web, metodologie innovative…ne ero entusiasta e volevo che anche altre persone potessero scoprire questo mondo.
La stessa motivazione mi ha spinto a creare il blog che stai leggendo e Visitbellunodolomiti, dedicato al mio territorio. Voglia di condividere, che diventa quasi un bisogno per sentirmi bene con me stessa, che viene prima di qualsiasi logica di posizionamento sui motori di ricerca, di branding, di comunicazione, di strategia. Quello c’è, certo, fa parte del gioco e del mio mestiere, ma è solo la conseguenza.
Proprio per queste motivazioni ho pensato che potesse essere utile mettere qui, nero su bianco, le mie riflessioni sulla gestione della propria comunicazione in questo momento così complesso. Proprio per questo, ancora una volta, scelgo di condividere i miei pensieri che spero troverai utili o che ti possano dare qualche spunto.

Il piano e il calendario editoriale devono essere strumenti flessibili

Il primo punto è una riflessione sul piano e sul calendario editoriale. Se mi segui o hai letto qualche altro mio articolo, forse saprai che è un aspetto su cui torno spesso. Avere una strategia e una buona pianificazione sono le basi per comunicare in modo costante ed efficace. Tuttavia, come dico sempre, sono strumenti che devono essere flessibili, pronti ad adattarsi a cambiamenti (positivi e negativi) o agli imprevisti.
L’emergenza coronavirus è un momento di crisi che non potevamo prevedere. Non voglio qui entrare nelle problematiche economiche, ma ragionare solo sulla comunicazione.
La situazione attuale ci impone di rivedere la nostra pianificazione dei contenuti sul blog, sui social, nelle newsletter. Proseguire come se non stesse accadendo nulla, è controproducente. L’attenzione e la sensibilità delle persone è in questo momento diversa dal solito.
Cambiano le priorità, ma cambia anche il nostro modo di leggere e interpretare le parole e le situazioni.

Ti faccio un esempio: se oggi leggi un post che ti invita a non impigrirti sul divano, ma a prendere la tua valigia per scoprire il mondo [con l’agenzia di viaggi x/ per raggiungere l’albergo y] qual è la tua reazione? Ben diversa da quella che avresti avuto solo qualche settimana fa. Questo messaggio in sè non ha nulla di sbagliato in una situazione normale, ma ora non siamo in una situazione normale e di questo contesto dobbiamo tenere conto.
Ci sono casi in cui basterà rivedere leggermente il testo di un post, altri in cui sarà meglio spostarli, altri ancora in cui la revisione dovrà essere più profonda. Penso, per esempio, a chi ha dovuto cancellare un corso o un evento.
Sempre tralasciando le questioni economiche e rimanendo nell’ambito della comunicazione, cambiare i propri piani non è piacevole, ma nemmeno impossibile o catastrofico.
Il piano serve a mettere dei paletti, ma dobbiamo essere capaci di adattare il percorso alle situazioni e ai cambiamenti o significa che non abbiamo fatto un buon lavoro alla base.

Pubblicare o non pubblicare?

La seconda riflessione è quella da cui è poi nato questo post: in questi giorni è meglio continuare a pubblicare o rimanere in silenzio? Se parliamo di piccole attività (il discorso per le aziende è secondo me, un po’ diverso), dove mettiamo tanto della nostra persona, delle nostre sensazioni e, spesso, piccoli frammenti di vita quotidiana, il consiglio che mi sento di darti è: lascia da parte i ragionamenti strategici, le linee guida del piano di comunicazione, e fai ciò che senti.

In base al tipo di attività che hai, sono molti i contenuti che puoi creare per essere vicina, anche se in maniera virtuale, ai tuoi clienti, trovandone magari anche di nuovi.
Webinar gratuiti, ricette, consigli di lettura, approfondimenti, contenuti leggeri e divertenti, mini pillole sul tuo settore…
Sto vedendo moltissimi contenuti interessanti e iniziative creati sia dalle grandi aziende che dalle piccole realtà e li sto apprezzando molto. Sono anche certa che, passata questa emergenza, avranno contribuito a rinsaldare legami e magari anche a crearne di nuovi.

Se però in questo momento tu non te la senti, perché hai bisogno di tempo per riflettere e per ascoltare, conceditelo. Anche il silenzio è una scelta.
Se anche per una settimana, per due, per tre, non pubblicherai nulla, non sarà questo a compromettere quanto hai costruito e costruirai. Certo è giusto dare le comunicazioni di servizio, avvisare della chiusura del negozio o dell’attività. Potresti magari anche scrivere poche righe dicendo che per un po’ non posterai, ma poi non devi sentirti obbligata ad esserci perché gli altri lo fanno.
Vale la regola che do sempre: pubblica se hai davvero qualcosa di valore da dire. Se in questo momento così particolare il messaggio che vuoi comunicare è il non comunicare, il silenzio è la scelta giusta, da prendere senza sensi di colpa e senza paure.


Se ti piace, condividi!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *