La giusta dimensione

C’è un errore che vedo spesso fare lavorando con piccole o piccolissime imprese e singoli professionisti: si fatica a trovare loro una giusta collocazione e dimensione nella comunicazione e nel marketing. Si ragiona o troppo in piccolo o troppo in grande, con il risultato di azioni poco efficaci e spreco di energie. Cosa intendo? Seguimi in questo articolo!

L’esempio di Argille di Paola

Da poco il nuovo e-commerce di Argille di Paola è online. Paola è un’amica e una bravissima artigiana che con tanto impegno realizza le sue creazioni in ceramica che vende sia nel suo laboratorio che online.
Abbiamo lavorato per mesi al suo nuovo sito: siamo partite da schizzi sulla carta e idee davanti a un the, per passare alla scelta della grafica del sito e della struttura dei contenuti, al servizio fotografico con Elisa, alla creazione dei nuovi testi e delle nuove schede prodotto, fino ad arrivare a quello che vedi oggi.
Ma cosa c’entra tutto questo con la premessa all’articolo, ovvero che le piccole realtà spesso faticano a trovare la giusta dimensione nella comunicazione e nel marketing?
C’entra perché credo invece che Paola la sua dimensione l’abbia trovata. La sua è appunto una piccola attività, è lei a occuparsi di tutto, comunicazione compresa -e con tutto intendo proprio tutto! Produzione, gestione degli ordini, contatti con i clienti, spedizioni, burocrazia varia, gestione del negozio…
Oltre al sito, ha un blog dove pubblica con regolarità, una pagina Facebook e un profilo Instagram che cura con attenzione e una newsletter. Ha selezionato canali e strumenti e crea contenuti di qualità in cui riesce a trasmettere la sua passione. Ha scelto di dedicare parte del suo tempo a queste attività misurando i risultati che le portano.
Il trucco dov’è e dove sta la giusta dimensione? In quel selezionare e in quello scegliere. Nel non voler replicare così come sono i modelli dei grandi, ma nemmeno nel nascondersi dietro al “Sono una piccola attività, devo fare tutto io, per la comunicazione non ho tempo nè budget”.

La giusta dimensione

Lavorando con piccole e micro attività, mi trovo spesso davanti a due atteggiamenti opposti:

  • chi pensa di non dovere o potere fare nulla per il marketing e per la propria comunicazione, con situazioni del tipo “Non ho tempo per occuparmi anche della comunicazione / Per anni sono andato in questo modo e ha funzionato / Non ho il budget per fare le inserzioni su Facebook…”
  • chi prova a emulare i grandi brand, spesso fermandosi alla superficie senza capire le strategie alla base, con situazioni come “La comunicazione di Taffo e Ceres è woooowwwww. Voglio farlo anch’io nella mia pagina Facebook! / Sto partendo con una nuova attività, apro tutti i canali possibili e immaginabili online.”

Entrambi gli approcci sono sbagliati e purtroppo a volte sono anche i professionisti o le agenzie a confermarli, trattando i piccoli come brutte copie dei grandi.
Su questo punto Enrica Crivello è stata la prima proponendo il concetto che le “microaziende non sono la versione sfigata di quelle grandi”  e di quanto sia importante invece creare una cultura delle piccole imprese, non basata sui parametri, le logiche e le dinamiche delle grandi.
Se non si capisce che una piccola realtà ha caratteristiche ed esigenze specifiche e, che ancor più di una grande, ha bisogno di percorsi e soluzioni studiate al millimetro, si finisce per proporre azioni che sono insostenibili a livello economico o di tempo.

Consapevolezza

Ma da dove partire per trovare la giusta dimensione? Credo che l’ingrediente di base sia la consapevolezza: di dove si vuole arrivare e cosa ci serve per farlo, ma anche dei paletti che segnano il nostro percorso verso la meta.
Capire quello che ci serve per far funzionare il business (a livello strategico e pratico), quanto tempo abbiamo a disposizione e quanto vogliamo investire nella nostra attività ci aiuta a fare piani realistici ed efficaci dove energie e denaro sono ben dosati.
Dobbiamo essere consapevoli che spesso è un’unica persona ad occuparsi di tutto e che di conseguenza il tempo sembra sempre troppo poco.
Dobbiamo essere consapevoli che i budget non sono le cifre a suon di “K” dei grandi marchi e che quindi dobbiamo dosarli con ancora più attenzione.
Soprattutto però dobbiamo essere consapevoli di quello che possiamo dare in più o in maniera diversa rispetto ai grandi (rapporto con i clienti? Cura? Artigianalità? Personalizzazione?…) e valorizzarlo per sentirci davvero a nostro agio nella nostra dimensione.

E tu, cosa ne pensi?

Se hai una micro o piccola attività, se sei un professionista, un artigiano, un negoziante autonomo o con pochi dipendenti, mi piacerebbe sapere se ti ritrovi nelle riflessioni che ho condiviso in questo articolo. Se ti va, lascia un commento qui sotto o scrivimi!

{Foto di Graphic Node su Unsplash}

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